Plogging nelle Dolomiti

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Molti oggi si chiedono come ognuno di noi possa tangibilmente contribuire alla tutela dell’ambiente, fare davvero la differenza anche semplicemente con azioni individuali.

La risposta è che sì, si può fare la differenza. Possiamo fare di più.

300 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte ogni anno e di questi più di 8 milioni vengono riversati negli oceani, minacciando numerose specie animali, molte delle quali rischiano l’estinzione.

Per combattere l’inquinamento da plastica, molte persone – artisti, inventori, imprenditori o semplici cittadini – hanno ideato soluzioni creative.
Taylor Lane, surfer statunitense, in California è riuscito a raccogliere 10.000 mozziconi di sigarette dalle spiagge e li ha poi utilizzati per costruire una tavola da surf. Ha dato l’esempio e vinto un contest sulla sensibilizzazione ambientale.

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Artisti come Aurora Robson, Jane Perkins e Veronika Richterová stanno creando meravigliose opere d’arte utilizzando solo rifiuti e materiali di scarto.

E noi, cosa possiamo fare? Come possiamo contribuire a tutelare il nostro pianeta dall’inquinamento semplicemente con la nostra routine quotidiana?

Possiamo, se ci diamo da fare.

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Adesso vi starete sicuramente chiedendo: “Che cosa il Plogging?”, proprio come, incuriositi, ce lo siamo chiesto noi quando Yvonne ci ha detto: “Voglio incoraggiare tutte le persone che vengono qui a preservare il territorio, tenendo le montagne pulite. Voglio insegnare loro il plogging.

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Noi lo abbiamo imparato da lei:

Il Plogging è la nuova attività di tendenza, originata in Svezia (e dove, sennò?!), dove le persone raccolgono rifiuti mentre fanno jogging.
Erik Ahlström, un appassionato sportivo, ha coniato il termine (in origine “plogga”, come è noto in altre parti del mondo).
È una combinazione di “jogging” e “plocka upp”, che è la parola svedese per “raccogliere”.
Lanciato da Ahlström nel 2016, è solo nel 2018 che il movimento è esploso in tutto il mondo, grazie al rimbalzo mediatico sui social network, come Facebook e Instagram.

 

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Basta guardare come l’hashtag Plogging sui social media, abbia ottenuto più di 71.000 menzioni in pochissimo tempo per rendersi conto di come il fenomeno si stia diffondendo a macchia d’olio.

Ma come si fa questo allenamento ecologico? E quali sono i suoi vantaggi?
In una parola, perché praticare il plogging?
Ci sono molti buoni motivi per iniziare.
Prima di tutto, da soli o in gruppo, il vantaggio è immediato per il nostro benessere fisico. Il lavoro muscolare indotto dai piegamenti necessari a raccogliere i rifiuti mentre si cammina o si corre, comportano un dispendio energetico enormemente maggiore che nella semplice corsa o camminata, potenziando i risultati dell’attività svolta, a parità di tempo.
Secondo uno studio condotto dalla App Lifesum in collaborazione con Keep America Beautiful, un’organizzazione no profit dedicata alla prevenzione dell’inquinamento, circa 30 minuti di plogging, camminando, consentono di bruciare più o meno 288 calorie.

Il littering (inquinamento da rifiuti) è un problema serio: il rifiuto abbandonato lungo la strada, o peggio, il sentiero di montagna, o la spiaggia, non è solo un pugno nell’occhio, ma danneggia il pianeta, il nostro ecosistema e tutte le altre specie che vivono su di esso.
Raccogliendo bottiglie di plastica, lattine e altri rifiuti lungo la strada, contribuiamo concretamente a preservare gli ecosistemi, a ridurre la quantità di discariche, e perfino a prevenire gli incidenti causati dai detriti stradali.

Organizzato in gruppo, inoltre, il plogging è una divertente attività sociale che ci fa sentire parte della comunità. Camminando e chiacchierando con gli amici – e perché no?! gareggiando a chi raccoglie di più – proteggiamo il mondo dall’inquinamento.

 

Sei pronto per il plogging?

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Dopo il discorso di Yvonne, noi non vedevamo l’ora di iniziare.

Ma lei aveva non aveva ancora frenato la sua creatività.
Quando promuovi qualcosa, non puoi farlo solo a parole, devi essere pronto a dare a l’esempio, devi essere il primo a scendere in campo.

Un comodo pratico sacchetto ecologico, contenuto in una busta che vi parlerà di come sentirvi ispirati – tutto riciclabile al 100% – aspetta i nostri ospiti direttamente al Dolomit Boutique Hotel, dove saremo felici di illustrare quale utilizzo farne sui nostri bellissimi sentieri e strade di montagna.

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Al rientro dalle escursioni, gli ospiti consegnano semplicemente alla reception il sacchetto riempito strada facendo e saremo noi ad occuparci della raccolta differenziata.

Siamo consapevoli che questo è un impegno in più per noi che abbiamo già molto da fare, ma ci sentiamo tanto coinvolti dall’essere lieti di assumerci questa responsabilità.

Sarebbe troppo facile parlare senza scendere in campo direttamente a giocare il nostro ruolo in questa partita che è così importante vincere.

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Al momento del check-in, dunque, non preoccuparti di ricordarci la busta con il sacchetto. Saremo noi a consegnartela.

Ti aspettiamo.

Inge, Yvonne e lo staff del Dolomit Boutique Hotel

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